Il ministro della Malavita e altri scritti a cura di Ennio Corvaglia

Il ministro della Malavita e altri scritti a cura di Ennio Corvaglia

Genere: Saggio storico/sociale
n. pagine: 264
EAN:
ISBN: 978.88.99601.33.1
Data edizione: Maggio 2020
Prezzo € 20,50
Formato: Brossura – Copertina Morbida

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GAETANO SALVEMINI

(Molfetta 1873 – Sorrento 1957) studiò a Firenze sotto la guida di Pasquale Villari, laureandosi in Lettere. Docente universitario a Messina (dove a causa del terremoto del 1908 perse la moglie, i cinque figli e la sorella), Pisa e infine Firenze. Dallo studio della storia medioevale il suo interesse scientifico si venne via via allargando alla storia moderna, mentre si mantenne sempre alto e intenso il suo impegno civile e politico, in particolare sui temi del suffragio universale, del socialismo e del Mezzogiorno d’Italia. Antigiolittiano, interventista democratico, antifascista dovette allontanarsi dal Paese all’inizio della dittatura mussoliniana, rifugiandosi prima in Francia, poi in Inghilterra e, infine, nel ’34 negli Stati Uniti dove insegnò storia italiana nell’Università di Harvard. Tornato in Italia nel’47 riprese il suo posto nell’Università di Firenze senza mai interrompere l’impegno sui temi a lui cari.

ENNIO CORVAGLIA

Insegna Storia contemporanea e Storia del risorgimento presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bari. Tra i suoi lavori: Tabacco e corporativismo di Stato (Lecce 1983); Il piano introvabile (Bari 1985); Tra sviluppo e consenso: crisi del blocco agrario e corporativismo dipendente in Storia d’Italia. Le Regioni dall’Unità ad oggi. La Puglia (Torino 1989); Prima del meridionalismo (Napoli 2001).

 

L’elaborazione politica e culturale di Gaetano Salvemini ha goduto del privilegio di collocarsi in quella crisi di fine secolo caratterizzata dal tramonto della classe dirigente risorgimentale e dei suoi modelli politici, e di nutrirsi di una pluralità di ispirazioni – liberalismo, democrazia, socialismo – che costituiranno il laboratorio delle vicende del XX secolo. La sua impostazione della Questione meridionale è così divenuta bagaglio culturale di correnti politiche assai diverse, dando vita a quei topoi che hanno caratterizzato il pensiero “meridionalistico”: dal rivendicazionismo storico alla vocazione unitaria. Anche se, all’inizio del XXI secolo, il presupposto salveminiano – misurare sul Mezzogiorno la validità del modello nazionale- appare operazione incerta, Salvemini con le sue idee del primato dello sviluppo civile e con il rifiuto delle fumosità e delle astrattezze gode ancora oggi di una attenzione che prescinde dai presunti curatori testamentari di ieri e di oggi della sua eredità.